Intervista a Emil Stejnar

Emil Stejnar è un ermetista austriaco, nato a Vienna nel 1939. Famoso nell’area europea di lingua germanica, ha scritto numerose opere ed è riconosciuto per essersi sviluppato con il sistema di Franz Bardon, e per aver scoperto il codice (Payoab) con cui il maestro aveva scritto i nomi dei geni nella versione originale del libro della Pratica dell’Evocazione Magica.
Stejnar è il fondatore del movimento Gnosticismo Ermetico.

Ritengo opportuno inserire la traduzione di un’intervista rilasciata da Emil Stejnar alla rivista Gnostika nel 1999, reperibile al seguente indirizzo (Interview mit Emil Stejnar in Gnostika) nella parte dove parla di Franz Bardon , in quanto aiuta a gettare luce sulla sua figura a sfavore dei suoi tanti detrattori che ne parlano senza cognizione.

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[…]

11.

 

Lei si qualifica come un successore di Franz Bardon. Lo ritiene un Iniziato?

 

Sì, sicuramente. Qualunque cosa si immagini sia un iniziato, le facoltà di Bardon erano incontestate, lui le ha dimostrate molto spesso e ci sono state diverse persone che mi hanno confermato molti aneddoti. Questo è anche il motivo per cui ha dovuto sopportare un destino così drammatico. Ogni iniziato che sostiene la correttezza del suo insegnamento eseguendo dei “miracoli”,  provando il potere dello spirito sul mondo materiale, prova con ciò anche l’esistenza di un altro mondo oltre quello materiale, e viola la legge di creazione che divide, per una ragione molto importante, i vari piani. Egli si sottomette così al giusto compenso, la punizione del “Signore di questo Mondo” di cui è ben noto che desidera che l’umanità creda che questo mondo sia l’unica base di esistenza. Il potere delle entità che sorvegliano le leggi fisiche della materia è limitato a questo mondo e non ha effetto sui piani sottili. Il giardino dell’anima personale e non solo, il cosiddetto Aldilà ed i piani delle Gerarchie celesti possono essere un tuffo non-gravitazionale nell’abisso, ed alla maggioranza fa paura.

 

12.

 

Ci sono anche storie che Bardon si era incarnato nel dodicenne Frantischek Bardon ed aveva perciò scambiato il karma del ragazzo con il suo.

 

La signora Votavova aveva diffuso questa notizia perché voleva mettere il suo guru allo stesso livello di Gesù. Bardon stesso non ha mai affermato questa cosa. La sua vedova però mi scrisse che la madre di Bardon le aveva raccontato che lui era nato morto e l’ostetrica riuscì a riportarlo in vita solo dopo due ore. L’intera teoria del karma si contraddirebbe se tale mercato di scambio di karma cattivo  venisse alla moda. Ognuno deve sopportare il proprio karma affinché riesca a dominare e armonizzare le “cellule di essenza”[1] per purificarle e formare il proprio corpo di luce.

 

13.

 

Si dice che Bardon sia stato uno studente di Wilhelm Quintscher ed abbia riscritto materiale dei suoi lavori senza citarlo. In qualche altro posto si legge che era uno studente di Karl Weinfurter. Sa qualche cosa di più vicino alla verità?

 

Il padre di Bardon era un allievo di Weinfurter. La signora Pravica mi disse una volta che Votavova era molto vicina a Weinfurter. Ma quando Bardon entrò in stretto contatto con loro due era già più avanzato di Weinfurter, e non aveva niente da imparare da lui. Lo stesso è vero per la sua relazione con Quintscher. Il figlio di Quintscher  mi confermò che Bardon – era circa diciottenne quando fu presentato a suo padre – aveva già sviluppato le sue facoltà magiche. Suo padre gli disse anche che lui e Bardon erano stati buoni amici per centinaia di anni e si sarebbero sempre incarnati insieme ed aiutati l’un l’altro nelle loro missioni di vita. Quintscher era il più vecchio dei due ed aveva a quel tempo già scritto delle lettere sui suoi insegnamenti magici, e certamente se qualcuno compara gli scritti di Quintscher con i lavori di Bardon non ci sono dubbi che questi abbia usato qualche espressione di Quintscher, ma Bardon creò un sistema più completo e più comprensibile di insegnamenti. L’Ermetismo di Bardon è differente in molti aspetti fondamentali dall’Adonismo di Quintscher.

 

Si presume anche che loro lavorarono insieme nel tempio di ricerca di Quintscher. Non so ancora da chi sono venuti i sigilli dei geni che Bardon pubblicò più tardi ad eccetto di quanto si legge nello scambio di lettere tra Quintscher e  Josef Schuster, uno dei membri del circolo adonista il cui nome nell’Ordine era Silias, in cui si legge che questo dotatissimo allievo ricevette istruzioni direttamente dall’ “Invisibile” e Quintscher si incaricò di annotare, commentare e valutare il suo materiale.

Si guardi anche l’agenda magica di Silias nell’ “Archivio di Testi Ermetici” (Archiv Hermetischer Texte) nel quale lui descrive le sue pratiche d’evocazione e dà chiarimenti personali. Probabilmente Silias eseguì i Riti Magici di Abramelin e passò ai fratelli della loggia i sigilli dei geni che aveva ricevuto.

 

Un Iniziato deve acquisire da sé nuovamente la conoscenza in ogni vita, e naturalmente Bardon aveva letto moltissimo. La signora Bardon mi scrisse a questo riguardo che lui aveva 960 libri ed aveva preso in prestito molti lavori che lei aveva dattilografato per lui. Una volta mentre lei era a lavoro –  lesse ad alta voce quello che stava battendo a macchina – ed improvvisamente apparve un gallo rosso, e da allora non pronunciò più alcuna formula.

 

Bardon guadagnò i soldi per i suoi studi medici dando spettacoli come fachiro. Il figlio di Quintscher mi spiegò che quando era dodicenne, a quel tempo Bardon dimostrava le sue vere facoltà magiche dopo le sue esibizioni agli ospiti che venivano più spesso degli altri a trovarlo a teatro.

 

E’ spiacevole dire che molte cose scritte su Bardon non sono vere. Per esempio lui non scrisse il romanzo “Frabato” ma lo fece Otti Votavova, che dattiloscrisse anche i libri che Bardon stesso aveva dettato o aveva registrato su nastro. La signora Pravica aveva menzionato molte volte che a lui il manoscritto non piacque e che, diversamente dagli altri 3 libri, fu pubblicato solo dopo la sua morte. Lui non aveva certo letto l’ultima versione redatta in quanto fu arrestato una settimana prima che gli fosse consegnata. E successivamente il manoscritto fu modificato prima dal sig. Geisler della casa editrice Bauer Verlag e più tardi da Dieter Rüggeberg che aggiunse in appendice altre cose che non sono di Bardon.

Ci sono per esempio i ritratti degli Adepti che in verità sono tratti da un libro del 1930, “Il Libro del Budda dell’Ovest”  (Buch vom Buddha des Westens) una copia del quale era in possesso di Bardon. Che questi fece prendere queste fotografie dallo specchio magico era solamente l’opinione della signora Pravica. Naturalmente, Bardon non era l’incarnazione di Lao Tse né di Ermete Trismegisto. Lao Tse insegnò un sistema che verte su una tradizione totalmente diversa ed Ermete, se fosse veramente esistito, era certamente già ai suoi tempi un Adepto,  mentre al contrario Bardon apparteneva al cerchio interno dei più grandi illuminati di questo secolo.

 

14.

 

Lei, nella “Chiave della Vera Qabbalah” così come ne “La Pratica dell’Evocazione Magica”, ha provato l’esistenza di gravi errori. Secondo la sua opinione come è potuto accadere ad un tale “adepto”? E’ possibile che la sua intenzione fosse di tenere nascosti i nomi dei geni?

 

Assolutamente no. E poi lui aveva scritto tutti i nomi dei geni in linguaggio cifrato, non solo quelli della sfera del Sole e della Luna. Lui non aveva mai scritto i nomi dei geni pericolosi e degli esseri negativi. Un adepto non è un superuomo che cammina solo su raggi di luce, ma è, come una persona assolutamente normale, immerso nelle leggi terrene, i problemi di ogni giorno e la malignità esattamente come ogni altro. Un direttore famoso non dirige un’orchestra in continuazione, ma deve anche trattare con altre cose che non riesce a condurre altrettanto bene. Gli errori possono accadere anche ai grandi spiriti.

 

Questa è anche l’opinione della signora Pravica, lei era quella che diffuse i manoscritti in Occidente. Anche se lei non era consapevole degli errori pensò che era piuttosto probabile che alcuni fogli fossero stati mischiati perché la signora Votavova batté a macchina il manoscritto finale dalle copie stenografiche che lei aveva fatto dalle dettature di Bardon e dalle incisioni audio. Si sa che Bardon non scrisse mai nulla da sé. Ma andava a Praga per una settimana al mese, dove trattava centinaia di pazienti durante il giorno, poi di notte, in compagnia dei suoi amici dettava i suoi libri. Ed i geni che descrive nel secondo libro li controllò tutti singolarmente nelle loro qualità e nelle aree dei loro compiti. La signora Pravica, che stava presso la sua amica Otti Votavova quando visitava Praga, spesso avevano sperimentato insieme queste evocazioni: “Bardon seduto al tavolo della cucina disegnava il sigillo dell’essere nell’aria con la mano. Improvvisamente la stanza era riempita da un rumore come se uno stormo di uccelli stesse attraversando la stanza. Allo stesso tempo lui diveniva pallido e rigido ed i suoi occhi erano ruotati all’insù. Quando si risvegliava iniziava a dettare”. Ciò prova che, anche se aveva preso i nomi ed i sigilli dei geni dalla tradizione scritta, lui non li aveva semplicemente copiati, ma aveva realmente padroneggiato quello che descrive.

 

Io ho percepito spesso, a proposito, il fenomeno di questo suono nel contatto con i livelli sottili ed anche nel momento in cui mio padre morì,  mentre ero seduto al suo capezzale, questo suono fu chiaramente udibile.

 

Durante una mia visita alla signora Pravica in Graz, in un albergo con un amico che mi accompagnava, noi discorremmo su quanto abbiamo appena detto ed accadde una cosa inesplicabile. Pravica disse che Bardon aveva detto molte volte che lui scrisse i suoi libri 600 anni troppo presto. La signora Pravica narrò anche di episodi in cui Bardon le apparve quando era in vita. Dopo la sua morte non si mostrò mai eccetto una volta a sua figlia per provarle che lui era sopravvissuto alla morte. E successivamente apparve a sua moglie solamente una volta, nello stesso momento in cui leggeva una mia lettera. Io dissi al mio amico che “Probabilmente lui non ha più interesse in questa vita terrena, ed è indifferente al fatto che i nomi dei geni siano stati passati correttamente o erroneamente. Altrimenti anche da morto avrebbe potuto sicuramente darci un segno.” In quel momento tutte le luci nell’appartamento dell’albergo dove noi stavamo, che noi avevamo spento, si accesero. Noi dovemmo andare a spegnere nuovamente ognuna di loro. Il mattino dopo non sapevamo se dovevamo riferire la cosa alla reception.

 

C’i fu ancora una “prova” che qualcosa è inopportuna nella disposizione corretta dei nomi. Io scrissi infatti anche alla signora Bardon per chiederle se avesse saputo che alcuni dei nomi dei geni non sono mostrati in modo appropriato. Lei mi rispose che proprio quando leggeva la mia lettera ha visto con sua nipote un orologio appeso nella stanza rotto da anni e senza batteria  ricominciare a funzionare e la lancetta si continuò a muovere per molti giorni successivi.

 

15.

 

In contrasto a molti altri esoteristi lei sta con in piedi ben saldi a terra nella vita. Lei ha famiglia, era un proprietario di una gioielleria di successo, ed è riconosciuto non solo come un disegnatore di gioielli, ma anche a livello internazionale come un astrologo avendo lavorato in tal senso per decadi, e non solo nel mondo della Massoneria, ma anche nel mondo profano ha acquisito la fama di esoterista serio. Poi improvvisamente Lei si è ritirato totalmente. Riceve solo gli amici più stretti e non tiene più adunate esoteriche. Perché? È deluso, si è dimesso?

 

Dopo periodi dove qualche cosa può essere portato a termine, seguono tempi in cui occorre ritirarsi. Infatti occorre paragonare il lavoro di una loggia ermetica alla fine del secolo con l’alba dorata del mattino. Chiunque è familiare con la natura riconosce questo fenomeno: il cielo sta divenendo di un rosso dorato, e si pensa che il sole stia venendo su, ma poi improvvisamente diviene fioco e scuro. La scena spettacolare scompare per dieci minuti prima che il sole realmente appaia all’orizzonte. Noi ( si riferisce a Gnosticismo Ermetico, n.d.t.) al momento ci troviamo in questa fase scura.

 

Quella che si era presentata come una nuova era  molto promettente è nel frattempo degenerata in una imbarazzante e poco appetitosa “New Age”. Con questa io non posso identificarmi neanche con tutta la mia buona volontà. E neanche posso farci nulla.

Quindi noi dobbiamo, seguendo le leggi della natura, accettare questa rinnovata alba che sorge. Al massimo possiamo far brillare una luce in qualche luogo quieto per coloro che vogliono seguirla. Quello che noi non possiamo fare è eliminare la fiaccola degli altri che portano alla luce una parte del percorso che non va bene per noi.

 

Il fenomeno dell’OTO per esempio, non è stato affrontato esaurientemente, soprattutto perché il fondatore e gran maestro degenerò in un farabutto ed i suoi accoliti furono dannati. Sarebbe lo stesso come se si dovesse misurare il valore del Cristianesimo dalla rispettabilità e dalle azioni di papi e cardinali.

 

Ciò che è veramente valido da investigare è il fenomeno della ricerca e della fede. Questo fenomeno, energia primordiale della coscienza di veglia negli esseri umani, che ha mosso i lettori di questa intervista ad andare fuori ed acquistare Gnostika, trasporta ognuno in direzioni diverse. Quelli di carattere faustiano cercano in logge, ordini e “fratellanze segrete” a trovarvi attraverso una consacrazione o iniziazione all’ordine di Cavaliere, l’auto conferma che conferisce loro la forza necessaria per seguire il percorso spirituale. Quelli dal carattere mistico trovano nella religione il loro sostegno, e credono nel Dio d’Amore e nei poteri delle gerarchie invece che nel loro stesso potere. Ed il carattere puramente intellettuale si salva con le tesi della filosofia e della scienza.

 

Meyrink si scusò immediatamente per una critica mossa contro i teologi affermando che lui non voleva parlare contro la religione, perché per loro avrebbe voluto dire togliere le grucce ad uno zoppo. Noi dobbiamo stare attenti a non portar via a nessuno le sue grucce solo perché sono fatte di un tipo diverso di legno rispetto a quello che ci sostiene in questo momento. L’Illuminazione non dovrebbe andare così lontano da oscurare poi di nuovo la luce. Noi eravamo così una volta, poi  quando il diavolo è stato cancellato dal quadro, allo stesso tempo è stato smontato il percorso alla fede ed a Dio e ai buoni spiriti. Però è più facile stare in piedi con un po’ di superstizione. Alla fine, il sole sorgerà di nuovo.

 

– Fine –

 

Emil Stejnar rilasciò questa intervista a Gnostika, una rivista di Scienza ed Esoterismo, Anno tre, numero del 9 gennaio 1999.

 

Gnostika viene redatta da AAGW Publishers Lothar von Kubelstrasse 1 D-76547 Sinzheim (www.aagw-gnostika.de)

 


[1] Elementali