Frabato il Mago – Franz Bardon

Le notizie sulla vita di Franz Bardon sono molto fumose e frammentarie.

Nacque il 1° dicembre 1909 ad Opava, nella Repubblica Ceca. Era il primo di 13 figli, unico maschio. Secondo la leggenda, lo spirito di un Grande Iniziato, incaricato di una missione da compiere sulla terra, s’incarnò nel corpo dell’adolescente Franz Bardon quando questi aveva 14 anni, in risposta alle preghiere del padre Victor, un mistico cristiano, che ardentemente desiderava la guida di un Maestro Spirituale. In quel periodo Bardon faceva la scuola d’apprendista meccanico presso lo stabilimento “Minerva” e l’improvvisa modifica del carattere, della calligrafia e della cultura superiore che dimostrava in tutte le materie lasciarono totalmente stupiti i suoi insegnanti, che informarono il padre del cambiamento radicale del ragazzo.

Tra i 15 ed i 16 anni collaborò attivamente con la polizia locale per ritrovare le persone scomparse. Gli investigatori gli consegnavano una fotografia della persona da trovare e lui, dopo pochi secondi, era in grado di dire se fosse viva o morta e la sua ubicazione.

Dai 17 ai 30 anni, il giovane Franz calcò le scene dei teatri d’Europa e soprattutto della Germania, con il nome di “Frabato”, tenendo conferenze e dimostrazioni pubbliche sulle Forze Superiori. Mentre molti pensavano che fosse un grande illusionista, in realtà egli dava dimostrazioni pratiche di vera Magia usando le sue capacità occulte.

In Germania, come ci viene narrato nel libro Frabato il mago, attirò l’attenzione del F.O.G.C. (FreimaurerOrden des Goldenen Centurium, letteralmente Ordine Massonico della Centuria d’Oro) che tentò inizialmente di reclutarlo e, successivamente, visto il suo diniego a tale proposta, cercò di eliminarlo. Non riuscendoci, lo additarono alle autorità del regime nazista come potenziale spia grazie alle sue abilità di chiaroveggente, cosa che lo costrinse a fuggire fuori dai confini tedeschi e a riparare nella sua patria.

Bardon aveva numerosi amici e colleghi sparsi in Europa con cui era in contatto tramite posta. Quando iniziò la II guerra mondiale cercò di interrompere gli scambi di missive per evitare che in tal modo le SS potessero rintracciarlo, ma uno dei suoi amici, Wilhelm Quintscher, continuò ugualmente, causando l’arresto di entrambi verso la metà del 1941. I nazisti lo sottoposero a torture di ogni genere ed anche ad operazioni senza anestesia per effettuare vari tipi d’esperimenti. Anche Quintscher fu sottoposto a tortura; sembra che, non riuscendo più a sopportare il dolore, recitò una formula paralizzante[1] contro il suo aguzzino che cadde a terra come un sacco, ma l’altra guardia che era lì vicino lo freddò con un colpo di pistola prima che riuscisse nuovamente a profferire verbo.

Dopo tre anni e mezzo, grazie ad un provvidenziale bombardamento che distrusse il campo di concentramento in cui era detenuto, Bardon riuscì a fuggire.

Stanco e provato, ma vivo, ritornò in Cecoslovacchia nel 1945, ancora una volta sotto una dittatura, ma questa volta comunista. Poiché durante la sua permanenza in Germania aveva seguito gli studi di medicina, specializzandosi in naturopatia, aprì uno studio medico, applicando le sue conoscenze ermetiche per curare e guarire qualsiasi tipo di malattia.

Nel frattempo si concentrò sull’insegnamento del pensiero magico-ermetico, componendo anche varie opere: Iniziazione all’Ermetica, La Pratica dell’Evocazione Magica, La Chiave della Vera Cabala, Il Libro d’Oro della Saggezza (di cui è rimasto solo un frammento). Di questi solo il primo è stato tradotto in italiano. Esistono poi due opere postume: Frabato il Mago, che è la sua biografia romanzata scritta dalla sua assistente e discepola Otti Votavova  e che in questa sede è possibile leggere per la prima volta in italiano; e Domande e Risposte, che consiste nella trascrizione di una serie di spiegazioni date in risposta alle domande dei suoi discepoli su questioni relative all’Ermetismo.

Secondo quanto afferma lui stesso in Frabato, fu la Fratellanza della Luce ad imporgli di rivelare le prime cinque pagine del “Libro della Saggezza” (ovvero le prime cinque carte dei Tarocchi: la rivelazione è il  corrispondente libro) per rispondere all’esigenza di quanti in vita non hanno la possibilità di avere un vero Maestro. Dunque Bardon avrebbe dovuto scrivere un’ultima opera successivamente al completamento della quarta.

Leggendo Frabato il Mago, si evince che per Bardon la diffusione delle conoscenze occulte comporta un miglioramento  per l’umanità, in quanto, se fosse conscia delle leggi spirituali che sottostanno alla Vita stessa, sarebbe agevolata nella sua evoluzione e affronterebbe l’esistenza con piena consapevolezza piuttosto che soggiacere supinamente al Fato. Ciò spiega sia la sua iniziale attività di “dimostratore” pubblico, sia quella successiva di scrittore. Tuttavia Bardon insiste molto sul fatto che, se non fosse stato “obbligato”, non avrebbe mai e poi mai messo per iscritto tali insegnamenti.

Intanto le sue guarigioni miracolose attiravano sempre più persone alla sua casa, ed il maestro, stanco e pressato, elargiva rimedi e cure a tutti, a scapito anche della sua salute. Tutto ciò che si concedeva era il fumo: era infatti un accanito fumatore, fumava dalle quaranta alle sessanta sigarette al giorno.

Purtroppo la sua attività attirò anche l’attenzione della polizia comunista la quale, accusandolo di non pagare la tassa sull’alcool, prodotto che usava per la conservazione dei suoi rimedi, e di preparazione abusiva di medicamenti, arrestò Bardon che da li a pochi mesi morirà misteriosamente nella prigione di Brno, il 10 luglio del 1958, lasciando una moglie, una figlia ed un figlio.

Ed ora, buona lettura.

 

Leggi il libro Frabato il Mago

 

Intervista ad Emil Stejnar su Franz Bardon

Ulteriori notizie sul F.O.G.C. (Ordine Massonico della Centuria d’Oro)

 


[1] Vedi La Chiave della Vera Cabala di Bardon, formule E-M e E-N.